Sono passati dieci anni. In questi casi si è soliti dire che il tempo è volato. Invece no. La sequenza del tempo è stata dilatata dai grandi mutamenti degli scenari collettivi e delle vicende individuali. Così il ricordo di un amico, come Amato Mattia, appare quasi un frammento di tempo giovanile. Amato è stato, per diversi anni, l´Amministratore Delegato de l´Unità. Era un uomo aperto e generoso. Aveva passione per il suo lavoro, per la politica e per le cose del mondo. Sorrideva alla vita, ciò che per me testimonia la grandezza degli esseri umani e l´equilibrio del loro rapporto con l´avventura umana. Gli piacevano le sfide e coltivava ogni tipo di innovazione. Io fui Direttore de l´Unità con lui. E insieme ideavamo, progettavamo, costruivamo la grandezza di un giornale della sinistra che fosse capace di tenere insieme l´identità di una storia eccezionale di giornalismo e di libertà con nuove aperture, nuove curiosità, una nuova identità. Con lui progettammo il nuovo formato e la nuova impaginazione del giornale, con lui varammo definitivamente l´idea che un quotidiano fosse anche uno strumento di battaglia e di offerta culturale: i libri, le collezioni di poesia e di letteratura e anche, per primi, le videocassette del cinema di qualità. Con lui nacque l´idea de l´Unità 2, un giornale tutto dedicato alla cultura, alla scienza, ai nuovi linguaggi della comunicazione.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78313