Tutti sono stati prontamente recuperati delle squadre di volontari e dalle pattuglie degli agenti della municipale, della protezione civile, della polizia e della guardia di finanza, che hanno provveduto ai primi soccorsi e trasferito al pronto soccorso chi aveva bisogno di ulteriori cure.
Nella parte sottovento si sarebbe potuto scendere (molti equipaggi con barche più leggere sono scesi in quel punto): era sufficiente superare il “guard-rail”, scendere per una riva di 45°, camminare sui sassi aguzzi prima e nella melma fino a quando il liquido arrivava all’inguine e poi finalmente la barca poteva galleggiare in sicurezza.
la vogalonga va eliminata come manifestazione veneziana,è anacronistca ed inutile,il moto ondoso non si può fermare,di veneziani ben pochi sono quelli che continuano a partecipare con le loro imbarcazioni tipiche vestite per la festa,sono tutti stranieri e non capiscono il senso della manifestazione nata 35 anni fà per tentare di risolvere il problema appunto del moto ondoso,oggi venezia ha bisogno di nuove regole per la viabilità marittima che sono imposte da imbarcazioni sempre più veloci e guidate da persone sempre più giovani,i vigili dei canali ci sono,ma troppo impegnati a seguire il centro storico,dove le multe fioccano anche se lasci la barca incustodita per una sola ora,mentre il tratto di laguna dove si è svolta la manifestazione della vogalonga è del tutto abbandonato ai pirati del mare,il problema si risolve con il sequestro dei mezzi che non ripettano la laguna siano essi a remi o a motore.per favore chi non è veneziano del centro storico si astenga da inutili commenti.anche le barche a remi signori devono rispettare le regole,come i pedoni in terraferma le dovrebbero rispettare,la strada si attraversa sulle strisce pedonali ,così le barchè a remi hanno i loro percorsi che non sono mai usati.ultima osservazione ma le remiere veneziane quanto vino danno in dotazione ad ogni imbarcazione ‘
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Fonte:
http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=60427&sez=NORDEST